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31 gennaio 2012

Dylan Dog #305 - Il museo del crimine

Trecentocinque numeri sono tanti, e capisco che ogni mese le idee debbano venire spremute fuori come dentifricio dal tubetto oramai alla fine... ma questo "Il museo del crimine" mi è parso una delle storie peggiori degli ultimi, crepuscolari, anni dell'investigatore che abita al 7 di Craven Road.
Salvo con decisione solo i magnifici disegni di Nicola Mari, che valgono da soli il prezzo dell'albo. Ma il plot è qualcosa di telefonato sin dalle prime tavole, e il finale risulta un tentativo -sterile- di salvare la storia.
Brevissimo accenno alla trama: Dylan si trova con la fidanzata del mese (puntuale come il la Playmate del mese, in effetti...) in un museo, dove stanno allestendo una mostra su alcuni dei piu' famosi serial killer inglesi. Non stupira' il lettore scoprire che la visione delle scene sanguinolente -riprodotte in cera nella migliore delle tradizioni albioniche- coinvolge profondamente Dylan, che si immedesima svariate volte in vittime e carnefici del momento. Il tutto in meno di cento pagine, e ho lasciato fuori il finale "a sorpresa". Troppa roba affastellata a caso in un albo che sta cominciando (per dirla col dottor Asimov) a non giustificare più la sua esistenza in edicola.
Voto sintetico: 4 alla storia, 7,5 alle matite di Mari.

Barney

29 gennaio 2012

Eccetto Topolino


Vero, questo volume edito da Nicola Pesce Editore non lo trovate in edicola, ma racconta un pezzo di storia importante del fumetto italiano, la comics craze esplosa durante il ventennio della dittatura fasciata, quando l'edicola era l'unico luogo dove si potevano trovare fumetti. È una vicenda avventurosa, piena di personaggi e vicende che hanno costruito le basi del fumetto italiano del dopoguerra e che ben illustra anche l'approccio degli editori al fumetto, generalmente basato (Mondadori notevolissima eccezione) su una visione a breve termine, anche in senso strettamente industriale: molte tattiche, ma pochissime strategie. Gli autori (Fabio Gadducci, Leonardo Gori e Sergio Lama) hanno sfruttato come punto di partenza l'archivio di Guglielmo Emmauel, al tempo rappresentante in Italia del King Features Syndacate (quindi da Cino e Franco a Mandrake), messo a disposizione dalla Fondazione Franco Fossati ed esplorano le relazioni fra editoria e politica e progetti ancora emozionanti, come quello della distribuzione all'estero dei fumetti italiani. Ottimo l'apparato redazionale (Mimmo Franzinelli, Ernesto G. Laura e Francesco de Giacomo), e la cura nella realizzazione del volume (apparato iconografico, leggibilità e, finalmente, dei bei margini dove annotare). Vale tutti i 35 € del prezzo.

Sito Nicola Pesce Editore: http://edizioninpe.it/
Leggi anche: mio articolo su lospaziobianco.it

28 gennaio 2012

N.O.X. #5 - Tradimento!


Siamo ormai giunti al sottofinale di questa miniserie e Alessandro Bottero inizia a sciogliere i nodi della vicenda: restano ancora in ombra i mandanti del complotto contro l'Unione Europea, ma intanto scopriamo l'identità della talpa infiltrata dentro la Squadra Speciale Europa (bene come Bottero in questo volume insinua il sospetto nel lettore). L'eliminazione di alcuni componenti dà l'occasione di raccontare il loro passato: storie fortemente collegate alla storia della nazione di provenienza; una scelta coerente con lo spirito della serie, che ha l'ambizione di raccontare l'Europa del presente anche e soprattutto nelle sue contraddizioni, ma che risulta in un certo didascalismo. In compenso, l'aumento del ritmo giova alla leggibilità e come unico momento forse troppo lento resta il funerale di Karahalios e Yorga, sebbene la pateticità e retorica del discorso funebre di Striani ha un senso narrativo importante (che non si può rivelare, per non guastare la lettura).
Al di sotto delle aspettative il contributo di Daniele Statella, di cui avevo molto apprezzato le prove su dr. Morgue e Legion 75, a fianco di Farco Fara (Nota di Daniele Statella: "Questo episodio e'erroneamente attribuito a me. Dati ridotti tempi di produzione e' stato realizzato da Stanislao Rossi , marco Fara, Beniamino Delvecchio. Il mio contributo all'episodio e'stato minimo ed appare solo il mio nome").

Shanghai Devil #4 - I Ribelli del Fiume Giallo


Finalmente il vagare di Ugo Pastore sembra aver trovato un filo e le sue reazioni una ragionevole coerenza. In questo episodio lo ritroviamo aggregato alla banda di pirati di Likang e Sun, che hanno occupato il villaggio dove Ugo, Meifong e Meilian si erano rifugiati, e che lo scambiano per membro della setta dei Figli del Re Celeste, di una delle varie associazioni segrete che si batte per l'indipendenza della Cina dagli stranieri. I pirati abbandonano il villaggio, per unirsi a un sedicente gruppo dei Pugni dell'Armonia, secondo Likang in grado di opporsi con la loro conoscenza delle arti marziali agli eserciti stranieri. E proprio lo squilibrio militare e la ferocia degli eserciti sono il centro di questo numero, dove Gianfranco Manfredi non perde occasione per sottolineare la meticolosa tattica di distruzione degli occupanti occidentali.
Ma soprattutto, in questo albo emergono i personaggi di Likang e Sun, villains classici ma non banali, intelligenti e non solo furbi, a loro modo idealisti, sebbene di un idealismo sempre temperato da realismo, in una miscela molto confuciana. Sempre efficaci i disegni di Roberto Diso, che ben supportano quello che è il miglior numero di Shanghai Devil finora uscito.

Leggi anche: Walter Troielli su lospaziobianco.it.

26 gennaio 2012

Bakuman #12

Numero abbastanza coinvolgente soprattutto perché la prima parte rilassa (finalmente i Muto Ashirogi sono riusciti a ingranare in qualcosa) e la seconda distrae (inizia una sotto trama incentrata su uno degli assistenti).
A mio parere però Bakuman ha superato il climax, ha fatto il suo insomma. Incentrato sul mondo dell'editoria fumettistica giapponese, sul lavoro di autore, su come diventarlo e cosa vuol dire esserlo, in pratica un meta-fumetto, ormai, dopo più di 10 volumetti, ne ha dette di cose. A meno di non trasformarsi in un trattato tecnico, direi che ha detto tutto. L'altro elemento portante potrebbero essere i protagonisti, ma  imho non funzionano come eroi, essendo sostanzialmente mediocri cioè surclassati dagli altri personaggi.
Non a caso una delle cose che apprezzo di più sono le briciole, cioè vignette, a volte solo disegni a margine, slegati dalla narrazione principale, dedicati a questo o quel personaggio secondario per illustrare il suo stato d'animo tanto efficaci da valere da sole tutto il fumetto.

22 gennaio 2012

Rat-Man #88 - Il Grande Magazzi

Dopo aver disegnato per quattro numeri la fortunata ed esilarante saga dei Sacrificabili, ed avere terminato il 2011 con gli introspettivi e cupi numeri 86 e 87 ispirati a "La strada" di Cormac McCarthy (mica Fabio Volo, per dire...), Ortolani torna verso le parodie di film e/o libri mainstream che hanno fatto la sua fortuna. Lo fa con questo numero 88, che già dalla copertina ammicca a una eptalogia di una certa scrittrice inglese che pare sia diventata ricchissima. Si, insomma: Licia Trois JK Rowling e il suo Harry Potter, qui impersonato da un improbabile Rat-Man di nome Oler Magazzi alle prese con una saga che si preannuncia un blockbuster da edicola E da Fiera del Fumetto, una volta raccolta e rilegata à là "299+1".


In questo albo la trama è inessenziale e la continuity con il mondo del ratto inesistente; l'importante è divertirsi a scoprire personaggi e gag, doppi sensi e battute dotte. Non svelerò qua l'identità del Principe MezzoRospo (anche se i fan di Ortolani potrebbero già avere una idea precisa...), né il nome che Cinzia Otherside ha in questo fumetto. Vi lascio con un "Abracatuamadra!" e con l'incantesimo "Ciuffus", l'unico padroneggiato dal Ron-Brakko che si vede in copertina sotto Piton.

Barney

21 gennaio 2012

Legion 75 #1 - Londra brucia


Due linee narrative ambientate in una Terra alternativa: la prima nel 1975, la seconda nel 1985. Nel mezzo, la fine dell'umanità. Nel 1975, seguiamo le vicende dell'agente Byron Truman, killer del MI6, che si trascina fra esecuzioni e assunzioni di lsd, per soddisfare il proprio desiderio di vendetta e di odio (verso se stesso? verso il nonsense del mondo?) e si imbatte in un criminale che doveva essere morto e in uno strano embrione. Nel 1985, assistiamo alla lotta per la sopravvivenza dell'unico essere umano rimasto a Londra, ormai occupata da una specie animale mutante (i legionari del titolo della miniserie), che risulta in ripetuti scontri e reciproci agguati.
Spunti classici (da "Io sono leggenda" di Matheson a "L'ospite indesiderato" di Hitoshi Iwaaki), che Walter Riccio sviluppa senza sbavature e con un risultato di ottima leggibilità. Efficace la resa grafica, sia quella scarna firmata di Riccardo Riccio (linea 1975, dove Truman mi rievoca un antico Larry Mannino), sia quella più dettagliato del duo Daniele Statella - Marco Fara, già visti alle prese con dr. Morgue, al quale avevano dedicato uno stile più scabro.